La lingua nelle discipline scolastiche

Mehrsprachig werden in der globalisierten Welt - Ein Handbuch für CLIL

Questo documento è destinato a tutti gli insegnanti quale che sia la loro specializzazione. Riguarda gli insegnanti di scienze, tecnologia, arte, ecc. per i quali l’insegnamento della lingua/delle lingue non è una priorità. Sarà, ce lo auguriamo, utile anche agli insegnanti d’italiano e di lingua straniera. Coloro che sono incaricati dell’apprendimento integrato di disciplina e lingua (che in questo testo sarà indicato con l’acronimo AIDEL), più conosciuto come CLIL (Content and Language Integrated Learning), vi troveranno spunti di riflessione, a partire dalla differenza fra contenuto (inglese: content), indifferenziato e di qualunque tipo, e disciplina/materia scolastica (inglese: subject) che rinvia al contenuto specifico delle diverse discipline scolastiche. Il suo obiettivo è di permettere l’accesso, in forma concisa e più chiara possibile, alle riflessioni didattiche sull’importanza della padronanza della lingua (italiano o lingue straniere) per l’acquisizione delle conoscenze, delle competenze e delle strategie d’apprendimento che costituiscono la formazione dei discenti. Questo testo è organizzato in due parti, l’una che descrive la «lingua» delle discipline e l’altra che esplora i modi per la sua attuazione in classe e nei programmi. Si basa su pubblicazioni e su testi esistenti dell’autore di questo Working Paper, dei quali un numero importante è stato realizzato all’interno del quadro delle attività dell’Unità delle Politiche linguistiche del Consiglio d’Europa, dove è stato elaborato e dove è in corso di revisione il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue (QCER). Questo strumento è stato messo in circolazione vent’anni fa (1996, versione provvisoria), e ha avuto una grande diffusione in Europa e nel mondo. Ha certamente dato luogo a molti malintesi e a utilizzi poco conformi sia alla lettera che allo spirito di questo stesso documento, ma resta il punto di partenza delle riflessioni e delle proposte raccolte in questa sede, nella misura in cui si tratta del documento che ha lanciato il progetto d’educazione plurilingue e interculturale. Ed è proprio su questa scia che si pone questo testo.

Jean-Claude Beacco

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